25 Aprile

Oggi è il giorno più difficile, dovrei essere a Milano, al momento forse a tavola, preparandosi per il concentramento delle 14.00 al Planetario. Punto.
Le uniche eccezioni tollerate sono state nel 2015, eravamo alla Rotonda della Besana per la mostra sul 25 Aprile a Museo dei Bambini e il 2016, andavamo a scuola, c’erano gli esami, non potevamo permetterci di perdere un giorno.

Per il resto, per me, il 25 Aprile è a Milano.

Ascolto i racconti dei partigiani alla radio. Quest’anno qualcuno in più manca all’appello, se l’è preso il COVID. Già il tempo corre veloce di suo, ora ci si mette pure il virus a toglierci pezzi di Storia. Tocca tenercela stretta per passarla in staffetta ai ragazzi di oggi.

E niente, oggi la nostalgia non si taglia neanche col coltello del pane, neanche con le mie liste della gratitudine.

Sono grata di essere sana, sono grata che lo siano i miei cari, sono grata che la mia città sia stata liberata settancinque anni fa.

Ma diamine ora bisogna che si trovi il modo di poter tornare a varcare le frontiere, tutti prudenti, tutti sani, ma tutti insieme.

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