i regali di Gertrude

È la seconda primavera da che abbiamo comperato il giardino di Gertrude. L’anno scorso di questi tempi eravamo nel delirio del cantiere, mancavano due mesi al trasloco e le nostre preoccupazioni erano tutte per la casa, dove le demolizioni avanzavano a spron battuto scaraventando macerie fuori dalla finestra. Pazienza dicevamo, al giardino penseremo poi.
Il poi ci ha consegnato una landa selvaggia, gabinetto di tutti i gatti del quartiere, in cui una vita di piantagioni casuali di Gertrude se la spartiva con resti di cantiere, perdendo così ogni residuo di fascino eclettico e lasciando solo l’idea di incuria, imperdonabile in un giardino elvetico.
Per celebrare il trasloco, mantenere alto l’onore mediterraneo, e salutare il figlio partente per l’Inghilterra, abbiamo travasato una pianta di pomodori che ci ha stupiti con raccolti tardivi fino a settembre. Ma niente di più.
Ci dicevamo che presto il cantiere sarebbe ricominciato, le impalcature per il tetto avrebbero distrutto di nuovo il giardino, inutile lavorarci ora.
Poi però è arrivato il raccolto delle pere e le susine, l’uva. A fine estate il giardino ci ha offerto tante cose buone. Grazie a Gertrude che le ha piantate quando era giovane.
Ho capito che io non potrò decidere molto di questo giardino, lui ha già una storia, scomposta, caotica e disordinata, ma generosa e abbondante. Da ingrati non accoglierla. Bisognava provare a capirlo, sentire la sua musica.
A settembre ho regalato a mio marito tre alberi, due fichi e un ciliegio. Erano piccoli, lui era scettico. “non mangerò mai i frutti”
Il figlio grande era tornato per un weekend, lo abbiamo passato a zappare e piantare, io e lui, felici. E ora oplà.


Sospeso ogni progetto sul giardino, mi sono messa in ascolto.
E la primavera ha risposto.
Tutti quegli insulsi cespugli ed erbacce di cui non capivo il senso mi hanno offerto ogni giorno una sorpresa, da mucchi di terra brulla sono spuntate meraviglie, una palla di fiori minuscoli e bianchi lungo l’aiuola, giacinti, tulipani, narcisi e rose. Iris in ogni angolo. Lillà indisciplinato. Roba gialla non meglio definita in ogni dove. Grappoli viola in mezzo alle mattonelle.

Le sorprese continuano ogni giorno, grazie Gertrude.
Proverò a danzare la tua danza.

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